212 a.C.

Archimede di Siracusa muore nella sua città per mano di un soldato romano, al termine di un assedio protrattosi a lungo grazie alle micidiali armi messe a punto dal celebre inventore. Il soldato che lo uccide disobbedisce, con il suo gesto, all’ordine di consegnare vivo l’inventore.

È su questo fatto storico che si sviluppa “Eureka. Ovvero processo al soldato che uccise un genio”, lo spettacolo prodotto dall’associazione ‘a Strùmmula (nell’ambito del progetto da cui lo spettacolo prende il nome) e realizzato da StrummulART, l’area artistica dell’associazione, con il sostegno della città di Palermo- assessorato alla Cultura. Sulla scena Archimede (interpretato da Marco Feo), simbolo e archetipo di quella costante storica che è l’uso del genio e dell’intelligenza a scopi bellici e di supremazia territoriale, viene messo a confronto con il soldato suo assassino (Nicolò Prestigiacomo), che rivendica di fronte ai suoi giudici (Arianna D’Arpa, Massimo Vazzana, Giuseppe Randazzo) l’estrema e paradossale umanità del suo gesto: una vendetta che disobbedendo a un ordine afferma, per la prima volta, una volontà di essere umano, prima che soldato.

Un’opera, quella che debutterà il 31 gennaio 2015 al Teatro Garibaldi di Palermo, che narra un pezzo di storia antica della Sicilia, campo di battaglia per eccellenza nella storia del mondo occidentale, ma che potrebbe essere un racconto di quel novecento che ha visto le menti più eccellenti produrre armi devastanti, o di quella contemporaneità che ha prodotto, nel suo incessante movimento verso i contrasti e le divisioni territoriali, uno dei termini più ingannevoli della storia: le armi intelligenti. Simbolo di un mondo che, anche se vuole nasconderlo, non smette di essere in guerra, oggi come ai tempi delle guerre puniche.