Leonardo sciascia ed un bambino discutono

Sciascia e Diritti dell’infanzia.

Il 20 Novembre 1989 moriva Leonardo Sciascia. Contemporaneamente, lontano dalla Sicilia, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava la Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ratificata poi dall’Italia con legge 27 maggio 1991, n.176.

Due fatti lontani, per geografia e per natura, un fatto intimo e personale il primo, un evento politico il secondo. Eppure, per noi che siamo siciliani e che lavoriamo con e per i bambini e le bambini e con e per i ragazzi e le ragazze, le due commemorazioni non sono scisse, ma piuttosto legate da un unico filo che è quello dei diritti e della lotta quotidiana per la loro affermazione.

Il diritto di esprimere la propria opinione senza pressione , il diritto alla salute, il diritto alla famiglia, il diritto di vivere un’infanzia dignitosa, e quindi il diritto al gioco , a non lavorare e a non essere sfruttati, il diritto a vivere momenti di libertà e autogestione, sono diritti fondamentali di tutti i bambini e di tutti i ragazzi senza distinzione alcuna e la loro applicazione costituisce l’unica via per la costituzione di una società migliore, più solidale e umana, una comunità educante.

Gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, lo sviluppo del pensiero critico e il gioco come scoperta e fonte di apprendimento, rappresentano quell’anello prezioso che contribuisce, nei percorsi di crescita del futuro cittadino, allo sviluppo di quei valori di laicità e “illuminismo” tanto cari all’autore siciliano.

La produzione dello scrittore di Racalmuto, nella sua vastità, conduce alla riscoperta di quei sentimenti che ci spingono ad adoperarci per la comunità: l’amore per il pensiero, l’attaccamento alla libertà e ai diritti umani, la passione per l’umanità, con tutte le sue contraddizioni, e la lotta contro quelle stesse debolezze umane che, alla lunga, ci rendono disumani, ricordandoci che «tutto quello che vogliamo combattere fuori di noi è dentro di noi; e dentro di noi bisogna prima cercarlo e combatterlo». Così dice nell’opera dove protagonista è Candido, utopia vivente di un mondo giusto, ingiusto per la realtà in cui vive, che insieme all’amarezza lascia, forte, il desiderio di percorrere la strada del sogno, un sogno fatto in Sicilia.

A fronte di tutto ciò, il paradosso, è la clamorosa esclusione, voluta dall’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, di diversi dei più famosi poeti e scrittori meridionali del Novecento, come Sciascia, dai programmi scolastici degli istituti superiori, su cui si battono responsabilmente in molti, tra cui il “Centro di documentazione sulla poesia del Sud” di Nusco.

Ma questo è solo uno dei tanti paradossi, se si pensa alla proposta del governo di tagliare di quasi il 30% il Fondo Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza.

In quest’occasione potremmo perciò, piuttosto che “commemorare”, “ricordare” (inteso nel suo significato più letterale come “richiamare al cuore”) e tenere vivi nella nostra memoria, personaggi come Leonardo Sciascia, per costruire il futuro che immaginiamo, un futuro migliore e meno contradditorio, e ricordarci soprattutto, che nell’ottica del Pensare globale, è intanto, proficuo, AGIRE LOCALE, scegliendo di operare affinché i diritti di bambini e bambine, ragazzi e ragazze, siano conosciuti, riconosciuti ed applicati.